Al Kamandjâti – Il Violinista

La storia di Al Kamandjâti , associazione no-profit fondata nell’ottobre 2002, si intreccia con quella di un giovane palestinese: Ramzi Aburedwan.
Ramzi ha trascorso la sua infanzia nel campo profughi di Al Amari (Ramallah) per poi recarsi ad Angers (Francia) per i suoi studi al Conservatorio di Musica.
Il suo obiettivo è di creare scuole di musica per bambini palestinesi, soprattutto per i bambini più indigenti, coloro che vivono nei campi profughi.
Il sogno di Ramzi si è trasformato in realtà: Al Kamandjâti ora lavora in diversi campi di rifugiati della Cisgiordania, nella Striscia di Gaza e nel sud del Libano, creando numerose forme di collaborazione con le strutture già esistenti che svolgono attività culturali.
Il progetto non può essere portato avanti senza di loro. Siamo convinti che tutte le molteplici energie già presenti vadano messe insieme perché il progetto risulti efficace.

Perché?

La cultura, le arti e le attività ludiche sono le vittime meno conosciute dell’occupazione e della violenza che i palestinesi subiscono.
Per frantumare la popolazione palestinese non si procede solamente attraverso l’eliminazione fisica ma anche attraverso la distruzione di tutti i simboli che possono caratterizzarla e rappresentarla agli occhi del mondo.
La resistenza palestinese deve assumere molteplici forme. L’Intifada può essere una lotta culturale. Non va dimenticato che il cuore del progetto Al Kamandjâti consiste nella costruzione di una realtà in cui i giochi e l’educazione siano i principali interessi dei bambini.
I bambini sono le prime vittime dell’occupazione.
Il percorso di Ramzi non deve rimanere un percorso isolato.

Risultati

In tutto il mondo numerosi militanti scendono in strada e si attivano per rendere consapevoli i loro
concittadini del dramma palestinese.
Stanno portando avanti una vera battaglia affinché i politici affrontino le loro responsabilità.
Questo obiettivo è estremamente importante, per non dire vitale. Non possiamo dimenticare la lotta palestinese; non possiamo lasciare sola la popolazione palestinese. Ma per completare quest’azione politica occorre raggiungere dei risultati in Palestina.
Al Kamandjâti si propone di realizzare un progetto direttamente all’interno dei Territori Occupati.

Non possiamo attendere senza fine che delle decisioni politiche vengano prese; non possiamo attendere eternamente che uno stato palestinese venga creato. Dobbiamo lavorare direttamente con i palestinesi per costruire una vita culturale che in passato è stata molto attiva.
Ora o mai più! Prendiamo iniziativa!

Anche se le nostre attività hanno luogo una o due volte alla settimana, dobbiamo aiutare i bambini a sognare qualcosa di diverso da un soldato o da un carro armato.
Per creare legami con il più elevato numero di bambini, di centri culturali…Al Kamandjâti organizza due volte all’anno workshop musicali e concerti per bambini che vivono nei campi di rifugiati di Ramallah, Hebron, Betlemme, Jenin, Nablus, Gerico, Tulkarem, Qalqilya, Gerusalemme, Gaza e del sud del Libano.
Per realizzare questi progetti, Al Kamandjâti organizza concerti di solidarietà, raccolte di fondi (donazioni in denaro e aiuti) e raccolte di strumenti.